Il tuo lavoro dipendente è arrivato al capolinea e stai pensando di fare qualcosa di tuo. Oppure hai già una tua attività, ma da un po' di tempo è come se non avesse più lo stesso sapore di una volta. Manca qualcosa. Stai accettando progetti che non sono esattamente ciò che vuoi fare, ma almeno pagano.
Ti reputi una persona curiosa e cittadina del mondo, ma allo stesso tempo senti di avere troppo: troppe competenze, troppi interessi, troppa sensibilità e non riesci a trasformare tutto questo in qualcosa che gli altri capiscano e vogliano.
Così ti ritrovi a rincorrere urgenze di altri invece di costruire qualcosa che senti tuo, i risultati non sono correlati ai tuoi sforzi e ti senti un pesce fuor d'acqua.
E ogni tanto ti chiedi se non sia più semplice accontentarti di un lavoro standard e smettere di complicarti la vita.
Il tema non è avere o essere "troppo". È che stai cercando di costruire la tua professionalità sulla base delle tue competenze, invece che sulla trasformazione concreta che puoi generare per la collettività.
Quella distinzione cambia tutto: il tuo posizionamento, gli interlocutori, ciò che proponi.