Non fare come me: due dei miei Epic Fail

Avviare attività

Spesso si ha l’aspettativa che un percorso di crescita sia lineare: ma non è così. Assomiglia più a una spirale che a una linea retta.

Ai miei clienti lo dico spesso: devo ancora incontrare una persona che, alla ricerca della sua strada, abbia azzeccato tutto al primo colpo!
In questo articolo ti racconto due dei miei Epic Fail e alcune lezioni che ho imparato.

2013: Cosa fare?

Avevo capito che quello che volevo più di tutto il resto era la libertà. L’idea di fare qualcosa di mio mi attirava e mi sembrava una modalità per avere quella libertà, ma cosa fare?

Cerco informazioni online e inizio a farmi le classiche domande:

  • in cosa sono brava? (insegnare/spiegare)
  • cosa mi interessa? (lingue straniere)
  • per che cosa mi possono pagare? (lezioni?)

Penso, ripenso, penso, ripenso e arrivo a definire un’idea: ma certo! Offrire lezioni di italiano online su Skype (ti ricordo che era il 2013 :).

Mi arriva un’ondata di creatività. Il progetto si chiamava Ciao teacher, mi faccio il sito da sola, apro una pagina Facebook e inizio a sperimentare.

Nel frattempo, per fortuna, avevo iniziato a insegnare inglese in Cambogia, ad avviare una collaborazione location independent e a insegnare italiano come volontaria.

Risultati:
Entusiasmo passato dopo qualche mese
Lezioni vendute: 0
Sito tenuto in piedi per qualche anno (mi ero affezionata)

Il problema

Ero stata generica nel dire “mi piacciono le Lingue Straniere”: con l’esperienza successiva che ho fatto, ho scoperto che insegnare italiano non mi piaceva e non ero così efficace come quando insegnavo inglese.

Il significato era diverso. Insegnare inglese era dotare i bambini di strumenti di libertà e accesso al mondo. L’italiano era più connesso al piacere e al divertimento.

E poi non avevo una struttura. Andavo a caso.

2017: Come farlo?

Voglio fare sul serio.

Avevo deciso di tornare in Italia dopo diversi anni all’estero e avevo avuto una forte chiamata per portare gli strumenti di crescita personale nelle scuole.

Mi faccio affiancare dalla mia prima coach e mentore e inizio a mettere le basi per la mia attività.

Il progetto si chiamava Insegnanti Consapevoli e l’idea era di offrire coaching online agli insegnanti italiani per migliorare il clima in classe, far sì che i bambini stessero bene in classe e si creassero relazioni positive.

Meraviglioso vero?

Il problema

Questo progetto mi ha permesso di fare le mie primissime esperienze come formatrice in Turchia e in Italia, ma quasi subito mi sono resa conto di una cosa: era tutto molto logico e sensato. Troppo.

Mancava un elemento fondamentale: il cuore. La realtà è che io amo fortemente i bambini e adoro stare con loro, non con gli insegnanti (che sono importantissimi e vanno coinvolti, ma non sarò io a farlo).

In più avevo sottovalutato delle barriere all’ingresso (coaching online, insegnanti, Italia).

Conoscevo il processo come docente, ma non il contesto.

Cosa non ha funzionato

Nel primo caso, ho sottovalutato l’importanza di andare a fondo sul perché volevo fare quello che volevo fare: c’era molta motivazione pratica, ma un significato poco rilevante PER ME.

Nel secondo caso, sono stata molto sul processo razionale e pragmatico (per lavorare con i bambini, o ti rivolgi agli insegnanti o ai genitori) e ho cercato di farmi andare bene un’alternativa = ma sì, è sempre mondo educativo in fondo. Non si fanno sconti su ciò che davvero ti risuona. I bambini non sono gli insegnanti. (E non ho mai abbandonato l’idea di tornare a lavorare anche con i bambini, work in progress).

Mi è mancata la perseveranza (che credo di non aver avuto perché in fondo non erano progetti che mi interessavano).

In mezzo a tutti questi apprendimenti e trasformazioni, ci sono state tante altre formazioni ricevute, preziose collaborazioni avviate (location independent e in ambiti rilevanti per me), esperienze che era necessario che io facessi, lavori in parallelo (ho insegnato in una scuola di lingua per qualche anno).

È stato tutto uno sperimentare e aggiustare il tiro – sperimentare e aggiustare il tiro. E continua ad esserlo.

Costruire un’attività è un processo. La domanda con cui ti lascio è: questo sì che dico oggi, questa collaborazione che accetto mi avvicina o mi allontana dal mio obiettivo e dalla mia visione a lungo termine? E soprattutto è chiaro dove sto andando?

Per favore acconsenti ai seguenti cookies per visualizzare i bottoni di condivisione: statistiche, marketing
Condividi dove vuoi!