Il vero coraggio è scegliere di guardarsi dentro

Quando racconto alle persone la mia storia, i 7 anni in giro per il mondo, i 4 trasferimenti all’arrembaggio, i cambi di carriera, solitamente il commento che  sento più spesso è: “Wow, che coraggio che hai!”.
Se da una parte queste parole mi lusingano  – e come dice Louise Hay “i complimenti sono doni di prosperità” quindi li accolgo volentieri – dall’altra fanno sottointendere che questa dote sia solo per pochi e che si riferisca a qualcosa di veramente eccezionale, ma così non è!

Tutto e’ iniziato così

Se mi aveste conosciuto in quel periodo della mia vita, avreste visto una ragazza un po’ persa, sull’orlo dell’esaurimento nervoso e della depressione, in preda a una montagna russa di emozioni.  Sulla carta avevo tutto, eppure dentro mi sentivo vuota.
Nonostante vivessi nella bellissima Madrid, avessi buone opportunità di ottenere un lavoro nell’azienda in cui stavo facendo lo stage e un gruppo di amici meraviglioso, dentro ero inquieta, insoddisfatta, tanto che il mio corpo aveva iniziato ad urlare. Curavo un dolore e ne spuntava un altro in un’altra parte del corpo,finché il medico dell’azienda da cui andavo e che ormai era diventato un appuntamento settimanale fisso, mi disse: “Prendi questi ansiolitici e vedrai che starai meglio”.

Fu lì che scattò dentro di me una grande consapevolezza. Prendere ansiolitici a 24 anni mi sembrava una pazzia e  ho iniziato a chiedermi se tutto quello che mi stava capitando fosse solo un caso.
Al’inizio me la sono raccontata ben bene, specialità che appartiene a tutti noi. Trovavo scuse, giustificavo certi avvenimenti, giocavo un po’ il ruolo della vittima, ma dentro di me sapevo che non era la verità.

Cos’è era più folle: rimanere in una situazione apparentemente sicura dove però vedevo e sentivo che stavo male o rispondere alla chiamata della vita che mi diceva “fai lo zaino e vai”?

A un certo punto non ho più potuto ignorare la voce del cuore (il coraggio deriva da cor, cuore ed è proprio questo) e così  ho mollato tutto e sono partita per l’Australia.
Non è stato tutto rose e fiori perché all’inizio ero molto spaventata, facevo resistenza e questo mi faceva soffrire. Con il passare del tempo, ho lasciato gli ormeggi em piano piano, ho iniziato a notare quello che era sempre stato lì, ma che forse non ero pronta a vedere. E sempre di più così.

ma quindi cos’è il coraggio?

Per me, il vero coraggio è scegliere di guardarsi dentro. Scegliere perché è sempre una questione di scelte. Dire “Eh ma io non posso perché, ecc.” è una scusa bella e buona. Anche se è utile perché ci protegge,  sul lungo periodo non ci fa crescere e evolvere.

Guardarsi dentro perché ogni cambiamento positivo inizia da noi, dall’accettazione dei nostri lati ombra, quelli di cui andiamo meno fieri. Concentrarci su ciò che accade dentro di noi vuol dire andare alla scoperta di nuovi lati della nostra personalità che ancora non conosciamo, di nuove credenze che vanno contro quelle che consideriamo certezze e che per questo ci fanno paura.
Scegliere di fare un percorso di coaching, frequentare dei corsi, leggere dei libri di crescita personale sono tutti modi per iniziare a creare dei cambiamenti positivi nella nostra vita.

Il biglietto per il viaggio interiore è personale e non cedibile.

Questo significa che nessuno può fare il lavoro al posto nostro, può darci le risposte che cerchiamo e dirci cosa fare, perché siamo solo noi che possiamo saperlo.
Un coach o un’altra figura di supporto è un facilitatore, un tramite, ma il lavoro grosso lo fanno i clienti. Lavoro che significa essere onesti con se stessi nelle risposte, ammettere le proprie debolezze e resistenze e fare gli esercizi che si concordano insieme, che aiutano la riflessione e l’introspezione. Possiamo leggere tutti i libri che vogliamo, ascoltare tutte le parole più sagge, ma senza l’azione personale non ci sarà mai cambiamento.

A volte le persone, soprattutto quando sono all’inizio del loro percorso, si sentono impaurite, affaticate e hanno l’impressione di attraversare un tunnel di dolore e sofferenza. Lucia Giovannini, la mia formatrice, cita spesso questo esempio: è un po’ come scuotere un tappeto dopo tanto tempo. Ci sta che la polvere, cioè tutti quei pensieri e credenze disfunzionali vengano in superficie.

C’è una citazione attribuita a Buddha che trovo molto potente ed efficace e che ripeto spesso alle persone che scelgono di lavorare con me:

Il cambiamento non è mai doloroso.Solo la resistenza al cambiamento lo è-coraggio-animeinviaggio-marygioffre.

Quando soffriamo o ci sembra di fare fatica, chiediamoci: a quale convinzione o situazione mi sto aggrappando? Che cosa ho paura di lasciare andare? Poi ascoltiamo con onestà la risposta. E’ così che abbassiamo le difese e possiamo accogliere i doni che la vita ci sta portando.

Se ancora non l’hai letto, puoi scaricare il mini e-book sul coraggio qui.

E se le mie parole ti risuonano e senti che là fuori ci sia molto di più di quello che stai vivendo, contattami per una prima sessione di scoperta gratuita!

 

 

Ciao! Sono Mary, coach e anima in viaggio. Aiuto le persone che si sentono confuse e bloccate a fare chiarezza su ciò che è importante per loro e le supporto nello sviluppo della loro intelligenza emotiva per prendere delle decisioni più efficaci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *