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Il vero coraggio è scegliere di guardarsi dentro

Se ti chiedessi: che cos’è il coraggio per te, che cosa mi risponderesti? Quali immagini di vengono in mente?

Sono sempre di più le persone che decidono di mollare tutto, partire e cambiare vita. C’è chi fa il giro del mondo senza prendere aerei, chi fa l’autostop, chi viaggia senza soldi. Davanti a queste storie, il commento più comune che sento è: Wow, che coraggio!

Mi affascina sempre l’etimologia delle parole: spesso ci riconduce al vero significato delle parole. Coraggio deriva dal latino cor, cuore, e indica la capacità di avere cuore, vivere con il cuore, quella parte di noi pura dalle sovrastrutture mentali in cui spesso rimaniamo intrappolati.
Per vivere con coraggio, non è necessario fare cose spericolate o estreme (quello è un affronto alla vita). 
Chi è più coraggioso o più folle: chi è onesto con se stesso, si guarda allo specchio e si dice che così non va e vuole cambiare le cose o chi continua a vivere una vita che non lo soddisfa, ma che lo fa sentire al sicuro?

Il vero coraggio è scegliere di guardarsi dentro. Scegliere perché è sempre una questione di scelte. Dire “Eh ma io non posso perché, ecc.” è una scusa bella e buona. Anche se è utile perché ci protegge,  sul lungo periodo non ci fa crescere e evolvere.

Guardarsi dentro perché ogni cambiamento positivo inizia da noi, dall’accettazione dei nostri lati ombra, quelli di cui andiamo meno fieri. Concentrarci su ciò che accade dentro di noi vuol dire andare alla scoperta di nuovi lati della nostra personalità che ancora non conosciamo, di nuove credenze che vanno contro quelle che consideriamo certezze e che per questo ci fanno paura.

Il biglietto per il viaggio interiore è personale e non cedibile.

Questo significa che nessuno può fare il lavoro al posto nostro, può darci le risposte che cerchiamo e dirci cosa fare, perché siamo solo noi che possiamo saperlo.
Un coach o un’altra figura di supporto è un facilitatore, un tramite, ma il lavoro grosso lo fai tu. Lavoro che significa essere onesti con se stessi nelle risposte, ammettere le proprie debolezze e resistenze e fare gli esercizi che si concordano insieme, che aiutano la riflessione e l’introspezione. Possiamo leggere tutti i libri che vogliamo, ascoltare tutte le parole più sagge, ma senza l’azione personale non ci sarà mai cambiamento.

A volte le persone, soprattutto quando sono all’inizio del loro percorso, si sentono impaurite, affaticate e hanno l’impressione di attraversare un tunnel di dolore e sofferenza. È come entrare in una cantina dopo tanti anni dall’ultima volta. Troverai polvere, ragnatele, e occorrerà sforzo e tempo per pulirla e rimetterla in ordine. 

C’è una citazione attribuita a Buddha che trovo molto potente ed efficace e che ripeto spesso alle persone che scelgono di lavorare con me:

Il cambiamento non è mai doloroso.Solo la resistenza al cambiamento lo è-coraggio-animeinviaggio-marygioffre.

Quando soffriamo o ci sembra di fare fatica, chiediti: a quale convinzione o situazione mi sto aggrappando? Che cosa ho paura di lasciare andare? Poi ascolta con onestà la risposta. È così che abbassi le difese e puoi accogliere i doni che la vita ti sta portando.

Se le mie parole ti risuonano e senti che là fuori ci sia molto di più di quello che stai vivendo, contattami per scoprire in che modo possiamo lavorare insieme.

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