Il motivo per cui sei insoddisfatta di quello che fai

Hai provato diversi lavori, all’inizio sembra che vada tutto bene, ma arriva un punto in cui non sei soddisfatta di quello che fai e non capisci il motivo.
È capitato anche a me. Seguo il movimento dei nomadi digitali in Italia da dieci anni, da quando incontrai una persona che abitava a Milano, ma lavorava in remoto con clienti di tutto il mondo svolgendo consulenze in ambito business. Mi ricordo che gli dissi: “quindi mi stai dicendo che posso vivere in un posto e lavorare in un altro?” E mi si è aperto un mondo, letteralmente.

Da allora, ho letto centinaia di risorse, frequentato forum, gruppi Facebook, quando non ne potevo più del lavoro che mi vincolava leggevo tutte le offerte del lavoro da remoto, lanciai anche il mio sito per insegnare italiano online quando era ancora una cosa “strampalata”, fino a quando non trovai una collaborazione secondo questa modalità. Mi bastava un pc, potevo svolgere questa attività anche in viaggio, mi piaceva molto…eppure a un certo punto non mi bastava più.

Ma come? Io che volevo solo viaggiare ed essere libera nel tempo e nello spazio, come poteva non soddisfarmi al 100%? Era una questione di modalità, di retribuzione o c’era dell’altro?

Trovare la motivazione intrinseca

È stato solo dopo, scavando dentro me stessa, che ho capito che la motivazione pratica, così come il riconoscimento economico, sono molto importanti e sono una spinta forte verso il cambiamento, ma non bastano.

Noi esseri umani ci abituiamo in fretta a tutto e passato il primo periodo, quella nuova modalità di lavoro diventa routine.

Alle prime difficoltà, senza una motivazione ideologica e una visione di lungo periodo, le fondamenta traballano e la motivazione pratica da sola non ci fornisce il carburante per andare avanti.

Spesso siamo focalizzati sull’operatività, su cosa fare e sul ruolo che ci definisce e tralasciamo l’aspetto che conta più di tutto questo, il perché facciamo quello che facciamo.

Il lavoro come contributo

Ti sei mai chiesta che cosa vuoi fare per il mondo? Come vuoi contribuire alla vita delle persone?

Le risposte a queste domande coinvolgono noi stesse, ma soprattutto gli altri.

Dire che vuoi creare il tuo business o diventare una libera professionista per essere libera di gestire il tuo tempo, va benissimo, ma c’è dell’altro. In che modo apporti valore con il tuo lavoro? Puoi anche continuare a svolgere un’attività da dipendente se incontra i tuoi valori, ma ciò che fa la differenza sul tuo livello di soddisfazione sul lungo periodo è proprio sentire che stai facendo qualcosa per gli altri, oltre che per te stessa.

Qualsiasi attività ha un impatto sulla vita degli altri. Non pensare necessariamente a lavori a contatto diretto con le persone o a chi salva vite. Ti sei mai chiesta che mondo sarebbe senza chi si occupa della pulizia delle strade, delle case, degli uffici? O senza chi è coinvolto nella produzione di quell’oggetto su cui stai leggendo, solo per fare un esempio?
Magari sei una web designer e vuoi facilitare la vita delle persone, creando siti funzionali e facili da usare; oppure sei una fiorista e vuoi diffondere il bello intorno a te. Il concetto chiave è: perché fai quello che fai?

Questa è uno degli argomenti che affronto nel percorso Lost & Found. Se al momento non riesci a rispondere a quella domanda, contattami, senza impegno. Ci incontreremo su Zoom per capire se siamo le persone giuste l’una per l’altra.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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