Chi sono

Ciao! Sono Mary Gioffrè e aiuto le persone che si sentono confuse e bloccate a fare chiarezza su ciò che è veramente importante per loro, prendendo consapevolezza degli schemi di pensiero che guidano la loro vita e sono d’ostacolo alla loro felicità. Mi occupo anche di intelligenza emotiva e aiuto le persone ad allenare le loro competenze emozionali e relazionali per riuscire a prendere decisioni più efficaci e migliorare la loro qualità di vita.
Tutti noi abbiamo le capacità per vivere una vita straordinaria. A volte, non ne siamo consapevoli. Altre volte, sappiamo di avere le risorse dentro di noi, ma non sappiamo come utilizzarle al meglio.

Soffro molto nel vedere persone insoddisfatte, infelici, rassegnate, nel buio dell’inconsapevolezza. Mi rattrista vedere persone intrappolate nelle catene dei loro condizionamenti, incapaci di vedere la meraviglia che c’è in ognuna di loro. Io ero esattamente così fino a qualche anno fa. Insicura, timida, bloccata. Molti, vedendomi così smarrita, mi auguravano di “trovare la mia strada”.
I viaggi sono stati una costante degli ultimi anni e mi hanno insegnato che non c’è UNA strada da trovare in un angolo remoto del pianeta. La strada si crea giorno dopo giorno, con le scelte che facciamo.

Il mio obiettivo è fare un pezzo di cammino insieme a te nel viaggio più importante, quello alla scoperta dei tuoi doni e talenti, per vivere la vita che ami e che desideri. Perché sì, possiamo anche mollare tutto e andare dall’altra parte del mondo per cambiare vita, ma il vero cambiamento è quello che facciamo dentro di noi.

Mary Gioffrè viaggio

 

La mia storia

Ho passato gli ultimi 7 anni della mia vita in giro per il mondo facendo cose molto diverse tra loro.

Dopo la laurea in marketing management in inglese, ho prima lavorato in una grande azienda di viaggi e turismo a Milano e poi in un’azienda internazionale a Madrid. In Spagna, credevo di aver trovato quello che cercavo. L’ambiente di lavoro era fantastico, i colleghi giovani e provenienti da tutto il mondo, le prospettive di crescita molto buone. Avevo conosciuto molti amici e  Madrid si era rivelata una città bellissima e vivibile. Stavo imparando una nuova lingua straniera e stavo scoprendo una nuova cultura. Sulla carta, avevo tutto ciò che credevo di desiderare. Peccato che dopo i primi 6 mesi, le mie certezze iniziarono a vacillare. Per lavoro, organizzavo eventi in giro per il mondo, ma io rimanevo sempre incollata a quella scrivania. Mi ritrovavo a guardare fuori dalle finestre al dodicesimo piano di quel palazzo e a fantasticare su quei posti lontani.  L’ambito in cui ero, il marketing, non era più così interessante come all’inizio e io iniziavo a chiedermi che senso avesse tutto quello che stavo facendo.

A Madrid, alla vigilia della partenza per l’Australia

Mi piace definire quel periodo come “sconvolgentemente bello”. In quel momento, ero troppo confusa per rendermi conto delle opportunità che la vita mi stava mettendo davanti. Mi sentivo scioccata  dal fatto di aver capito che quello che avevo studiato con ottimi risultati,  il marketing, non facesse per me, che stare seduta davanti a una scrivania fosse una tortura e che non sapessi cosa volessi fare della mia vita. A questo si aggiunsero la rielaborazione di un lutto e una delusione sentimentale. Insomma, stavo attraversando una crisi profonda. La vita mi stava mandando dei chiari segnali che era giunta l’ora di cambiare direzione! Ho cercato di ignorare questo messaggio per alcuni mesi, finché, come spesso accade, il mio fisico iniziò a manifestare con i sintomi più disparati quello che la mente fingeva di non sapere.

Viaggiare è (stata) la mia “terapia”

Mancavano pochi mesi alla fine della mia esperienza spagnola e mi resi conto che della Spagna avevo visto ben poco. Misi in pratica tutte le mie doti organizzative e pianificai 19 viaggi, tanti quanti erano i weekend rimanenti. Al lavoro ero spenta e senza energie; in viaggio mi brillavano gli occhi e tutti i miei sintomi scomparivano. Il tempo però passava e dovevo pensare a cosa fare dopo la fine del contratto. Tornare in Italia? Cambiare città? Provare a cambiare tipo di lavoro?
Come sempre, la vita ha molto più fantasia di noi. Al lavoro, organizzavo eventi soprattutto in Asia e Oceania. Non ero mai stata in quella parte di mondo e non ero mai stata veramente interessata ad andarci finché, una sera di novembre, mi balenò per la mente l’idea di andare proprio laggiù.

Subito la mia  parte razionale si oppose dicendo: “E’ una sciocchezza! Cosa farai là? E’ lontano! E poi da sola…no, no, tu non puoi fare una cosa del genere. C’è la crisi, hai studiato tanto, qui hai la possibilità di avere un lavoro. Non ha senso!” E più la mente si affollava di pensieri e di rumore, più il cuore  mi diceva con certezza  Australia. Era quella la strada da seguire.

Il primo biglietto di sola andata: Australia

Il mio zaino e il mio primo biglietto di sola andata

Così, a gennaio 2012, partii con uno zaino da 80 litri e un biglietto di sola andata per l‘Australia con una breve sosta a Bangkok.  Volevo andare lontano da tutto e tutti, così scelsi di iniziare la mia avventura nella terra dei canguri a  Perth, una delle città più isolate del mondo. Passai 3 mesi in Australia e, avendo il Working Holiday Visa, feci dei lavori manuali che mi permisero di diminuire le spese e mettere da parte qualche soldo. Ma neanche quello era il mio posto nel mondo.  Dall’Australia sono andata in Indonesia, prima a Bali, poi Java Est. E poi Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia. Ho viaggiato per 8 mesi in solitaria, dormendo in ostelli e facendomi ospitare tramite couchsurfing ed è stata un’esperienza incredibile. E’ stato come fare un corso di crescita personale accelerato. Ogni paese, ogni incontro, quella sensazione libertà, mi hanno dato nuove consapevolezze e mi hanno riconnesso con me stessa. Mi sono ricordata di quello che volevo fare da bambina, ovvero l’insegnante, e un incontro in Malesia mi ha messo sulla strada per l’insegnamento dell’inglese. Ho conseguito così la certificazione CELTA per insegnare inglese in tutto il mondo e rinnovata nello spirito, tornai a casa. Pensavo di aver finito con gli spostamenti, ma come sempre, la vita aveva tutto un altro piano per me. Mi stavo preparando a saltare ancora.
Nel 2013 avvenne anche uno degli incontri più importanti della mia vita, quella con Lucia Giovannini, Nicola Riva e la squadra BlessYou, di cui ho avuto il privilegio di fare parte e da cui ho imparato tanto.

Il secondo salto nel vuoto: Cambogia

Dopo qualche mese di sosta in Italia, ho capito che era ora di tornare in Asia e così feci un altro biglietto di sola andata, questa volta destinazione Cambogia. I libri di Tiziano Terzani mi avevano tenuto compagnia in quegli 8 mesi di viaggio e complice il suo amore per quel paese così travagliato, decisi di partire per Phnom Penh. Trovai lavoro come insegnante di inglese in una scuola privata dopo pochi giorni e alla fine rimasi un anno e mezzo. L’esperienza cambogiana mi ha fatto scoprire il mio amore per i bambini e mi ha introdotto al mondo delle imprese sociali. Ho avuto anche il privilegio di fare volontariato in un ristorante per bambini di strada, insegnando italiano allo staff.
Alla fine del 2014, sentivo che quel capitolo asiatico stava volgendo al termine e un altro si stava aprendo.

In Cambogia, ho rispolverato quello che era il mio sogno da bambina: fare l’insegnante

La terza avventura: Turchia

A gennaio 2015, dopo un mese di sosta in Italia, partii quindi alla volta della Turchia, Istanbul precisamente, anche questa volta senza un lavoro che avrei dovuto trovare sul posto. Mi sarei concessa due settimane di ricerca. Se non ce l’avessi fatta a trovare un posto come insegnante di inglese, sarei tornata in Italia.
Dopo due settimane, trovai lavoro presso una scuola turca e questo mi permise di rimanere nella magica Istanbul fino a giugno 2017. Gli anni in Turchia sono stati i più intensi e tutte le esperienze che ho fatto lì mi hanno condotto a nuove consapevolezze. E’ qui che ho iniziato ad interessarmi di apprendimento socio-emotivo e di intelligenza emotiva. Nel 2016, ho intrapreso il percorso di coaching neurosemantico LUCE con Lucia Giovannini e Nicola Riva, formazione che ho concluso a settembre 2017. Sono anche diventata facilitatrice del metodo Tutta un’Altra Vita®.    (Leggi di più qui)

Con i miei formatori Nicola Riva e Lucia GiovanniniSpesso le persone, dopo aver ascoltato la mia storia, mi dicevano: “Sei coraggiosa! Io non ce la farei mai a mollare tutto e fare quello che hai fatto tu”.

Il coraggio non è mollare tutto e partire. Non è neanche scalare un vulcano di notte o nuotare con gli squali. Il coraggio è la capacità di ascoltare la voce limpida del proprio cuore, quella che sfida il rumore della mente. 

Continuo a lavorare su me stessa, non mi sento arrivata e la strada da percorrere è ancora lunga anche per me. Non ho neanche tutte le risposte, anzi,  non ne ho neanche una! Ho solo domande. Come mi ha dimostrato il coaching, le domande, se sono quelle giuste, sono uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione per raggiungere risultati straordinari.
Ora vorrei mettere a servizio del mondo tutta l’esperienza e la conoscenza che ho accumulato in questi anni.

La vita è troppo breve per essere infelice e insoddisfatta/o…non credi?
Buon Viaggio!

 

Cose che amo:

  • I viaggi poco programmati.
  • Viaggiare in treno.
  • Mangiare, sopratutto pasta in ogni sua forma e formaggi.
  • Il Sud Est Asiatico.
  • Il Salento: lu mare, lu sule , lu ientu.
  • Le lingue straniere.
  • I fiori. soprattutto i tulipani.
  • Leggere i libri di Tiziano Terzani.
  • Prendere montagne di libri dalla biblioteca.
  • Bere té e tisane.
  • I negozi e gli articoli di cancelleria.
  • I massaggi.
  • Il mare di mattina.

Cose che non mi piacciono:

  • Le partenze e i voli prima delle 8 di mattina.
  • Il disordine.
  • L’odore del fumo.
  • Il tono di voce alto.
  • Stare tanto tempo al telefono.
  • Fare le cose di fretta.
  • Stare in spiaggia sotto il sole cocente.
  • I messaggi corti senza punti esclamativi!
  • Qual è con l’apostrofo.