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7 domande frequenti sull’intelligenza emotiva

Un giorno, parlando del mio interesse per l’intelligenza emotiva con un’amica, a un certo punto mi sono sentita rivolgere questa domanda: “Sono molto razionale e non riesco proprio a capire tutti questi concetti riguardo alle emozioni. Perché dovrei essere interessata ad allenare l’intelligenza emotiva? Quali vantaggi avrei? Cosa hai ottenuto tu?”.
Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono rivolte più spesso.

Ho deciso così di raccogliere in questo post, le risposte ai dubbi  più frequenti sull’intelligenza emotiva…se ti vengono in mente altre domande, aggiungile in un commento! Buona lettura!

1. Cos’è l’intelligenza emotiva?
Mayer & Salovey sono stati i primi a definire l’intelligenza emotiva da un punto di vista accademico- scientifico (1990) . In termini semplici e riprendendo la definizione di Six Seconds (il più grande network di intelligenza emotiva al mondo di cui faccio orgogliosamente parte anche io), possiamo definire l’intelligenza emotiva, anche abbreviata come EQ (Emotional Quotient, quoziente emotivo) o IE (Intelligenza Emotiva) come la capacità di integrare il pensiero razionale (quello che pensiamo) con le emozioni (quello che proviamo) per prendere decisioni in modo ottimale, tenendo in considerazione ciò che è importante per noi. In altre parole, significa essere intelligenti con le emozioni.

2. Perché dici allenare e non acquisire? Non penso di essere intelligente con le emozioni…
L’intelligenza emotiva è una capacità che tutti noi possediamo fin dalla nascita. Non è un’abilità da acquisire, ma solo da allenare. È come un muscolo…più lo alleni, più si svilupperà. Meno lo alleni, più perderà di tono.
Da cosa te ne accorgi? Anziché navigare le emozioni, sei in balìa delle emozioni che diventano stati d’animo. Ti sembra di non avere delle opzioni, ti senti disconnessa da te stessa e dagli altri e questo ti porta sentirti meno energica, a prendere decisioni di cui poi ti penti, e sentire che alcune aree della tua vita sono un po’ sbilanciate.

3. Perché dovrei essere interessata/o ad allenare l’intelligenza emotiva?
L’intelligenza emotiva riguarda tutte le aree della nostra vita. Da un punto di vista scientifico, le ricerche di Six Seconds hanno dimostrato come il livello di intelligenza emotiva abbia un impatto del 55% sulla performance e sul successo, inteso come capacità di prendere decisioni efficaci, qualità delle relazioni, qualità di vita, benessere fisico ed emotivo.
Questo significa che più è alta la tua intelligenza emotiva, migliore sarà la tua capacità di prendere decisioni, migliori saranno le tue relazioni di lavoro e personali, ti sentirai meglio fisicamente ed emotivamente e ti sentirai anche più soddisfatta.
Conoscere meglio il  nostro cervello, sapere come funziona, di quali informazioni ha bisogno, il modo in cui prendiamo le decisioni, ci motiviamo e percepiamo la realtà è fondamentale per accrescere la nostra consapevolezza e vivere meglio!
Siamo talmente bombardati di stimoli e informazioni, che riuscire a prendere decisioni efficaci è fondamentale. In più, il World Economic Forum ha inserito l’intelligenza emotiva tra le 10 competenze da sviluppare per il mondo del lavoro entro il 2020. Jack ma, fondatore del gruppo Alibaba, nel suo intervento al WEF meeting a Davos ha sottolineato l’importanza dell’intelligenza emotiva anche in campo imprenditoriale e manageriale. Si parla sempre più spesso di intelligenza artificiale, di come i robot sostituiranno le persone in alcuni lavori.C’è un tratto però che ci renderà diversi dai robot: le nostre emozioni.

Edit agosto 2020: alla luce della pandemia che ha coinvolto tutti noi e le emozioni che abbiamo provato, l’intelligenza emotiva sta assumendo un ruolo ancora più importante. Riuscire infatti a decifrare i messaggi delle emozioni, anziché etichettarle come positive o negative, è il primo passo per risollevarci, sviluppare resilienza e connessione.

4. Come si fa allora a misurare e allenare l’intelligenza emotiva?
Six Seconds ha creato, sulla base delle ricerche, uno strumento di autovalutazione chiamato SEI (Six Seconds Emotional Intelligence). Questo è scientificamente basato e validato e ha l’obiettivo di fare una fotografia delle competenze di intelligenza emotiva (3 macro-aree e 8 competenze) e dei fattori di successo (efficacia, relazioni, qualità di vita, benessere).

Competenze emotive modello SEI Six Seconds

Il modello Six Seconds

Dallo stesso questionario di autovalutazione, si possono ottenere report diversi, a seconda della profondità che si vuole raggiungere e degli obiettivi del percorso. Nei miei percorsi individuali, le prime sessioni sono dedicate alla restituzione del SEI Development Report che dà una fotografia dettagliata delle competenze.

5. Ho paura di prendere un punteggio basso…
Il SEI è uno strumento di autovalutazione. Riguarda quindi la tua percezione. È una fotografia del tuo livello di intelligenza emotiva in un determinato momento, non una sentenza che dice “hai un livello basso e non ci puoi fare nulla.”
Il punteggio di per sé non significa niente. È solo per avere un metro di misura del tuo punto di partenza. Non è statico e definito, ma attraverso l’allenamento può essere innalzato. Se ripetessi il test dopo 6 mesi, potresti ottenere un risultato totalmente diverso!

6. Che utilità ha questo test?
Il SEI fornisce dei dati utili per strutturare dei percorsi di sviluppo professionale, per migliorare la propria leadership e, semplicemente, per migliorare la propria vita.
Prendere consapevolezza del fatto che, per esempio, si tende a controllare alcune emozioni o ci si lascia sopraffare dalle emozioni, cambia tutto perché ci pone nelle condizioni di fare delle azioni concrete per migliorare questa capacità.

7. E tu che benefici hai ottenuto da questo strumento?
Ho fatto questo test durante il mio percorso di certificazione come Assessor in intelligenza emotiva alla fine del 2017. Ho scoperto che una delle mie aree di miglioramento era navigare le emozioni. In effetti, mi ci sono ritrovata. Non avevo mai avuto un buon rapporto con la rabbia e quasi mi sembrava di non provarla. In realtà, tendevo a soffocarla. Ho deciso di allenare questa capacità, prendendo nota su un quaderno di tutte le volte che provo rabbia e poi ho trovato dei modi “ecologici” per scaricarla, ad esempio prendere a pugni un cuscino. È stato liberatorio!

Edit: dal 2017 ho proseguito il mio percorso di certificazione, approfondendo la conoscenza e l’allenamento delle competenze, prendendo la certificazione di EQ Practitioner e integrando il modello di intelligenza emotiva anche nella formazione. Allenare l’intelligenza emotiva è un viaggio che non finisce mai!

Se sei interessata, contattami per ricevere ulteriori informazioni!

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