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Diritto alla tristezza

“Le lacrime sono le parole che il cuore non riesce a esprimere”  (Gerard Way)

In una società e in un’epoca dove cerchiamo spasmodicamente la felicità, un’emozione che viene molto esaltata, la tristezza viene invece demonizzata.

Così come la felicità è un nostro diritto, anche la tristezza lo è.

E’ un nostro diritto sentirci giù se qualcosa non va come ci immaginavamo o come speravamo.

E’ un nostro diritto provare tristezza quando perdiamo una persona a noi cara o un oggetto a cui eravamo legati.
Ciò che per qualcuno è banale, per un’altra persona è molto importante. Non sta a noi giudicare se si tratta di una situazione per vui vale la pena essere tristi. La cosa peggiore che possiamo fare è dire “ma no dai, non essere triste per così poco!”. L’intenzione è positiva, ma di fatto stiamo invalidando l’emozione dell’altro che si sentirà inadeguato in quella situazione.

E’ un nostro diritto prenderci del tempo per trasformare la tristezza. Perché di questo si tratta. Come tutte le emozioni, anche la tristezza porta con sé un messaggio prezioso ed è energia in movimento. Emerge quando abbiamo perso qualcuno o qualcosa con cui c’era un legame affettivo e ci spinge all’azione per fare in modo di ristabilire questo legame.
Per trasformare questa energia occorre tempo e pazienza con noi stessi.

E’ un nostro diritto esprimere la tristezza.
Quante volte cerchiamo di non piangere dicendoci di “fare le persone forti”? Le lacrime sono un balsamo per un cuore indurito e arido che ha bisogno di essere nutrito e guarito.

La tristezza è necessaria anche per diventare più riflessivi e ci permette di accogliere con ancora più gratitudine l’abbondanza della vita.
Ci ricorda come la nostra esistenza sia un’alternanza di momenti di buio e momenti di luce, eventi piacevoli e spiacevoli e non sia una linea retta, ma una linea che a volte va in salita e altre in discesa.

Cosa possiamo fare allora quando ci sentiamo tristi?

  1. Prendere consapevolezza dell’emozione
    Dire ok mi sento triste. Punto. Il rischio di dire sono triste perché…è di scatenare un vortice di pensieri negativi che prolungano solo la sofferenza.

    Se stai cercando di razionalizzare la situazione, chiediti cosa ti rende triste. Non è una sottigliezza linguistica, ma un modo per mandare la mente nella direzione più funzionale.
  2. Contestualizzare
    E’ un qui ed ora. Anche se al momento la situazione che stai vivendo ti mette a disagio e non riesci a vedere la via d’uscita, come ogni cosa è passeggera.

    Per una volta, guardati indietro. Quante situazioni toste hai già affrontato nella tua vita? Cosa ti fa pensare che questa volta sarà diverso?
  3. Esprimere la tristezza
    Le emozioni sono passeggere e, se lasciate libere di esprimersi, se ne andranno più velocemente. Se soffocate, come una palla che cerchiamo di schiacciare sott’acqua, emergeranno ancora più forti e intense.
    Quando puoi finalmente gettare la maschera lontano da tutto e tutti, fallo. Lascia che quegli occhi pesanti si alleggeriscano, se ti viene da piangere, lascia sgorgare queste lacrime. Non sono segno di debolezza, anzi.Uno studio condotto dai ricercatori delle università della De Montfort University in Irlanda e dell’Università di Limerick in Irlanda, e ripreso sul numero di Focus Extra dell’Estate 2017, ha scoperto come ascoltare musica struggente quando ci sentiamo tristi, per quanto apparentemente contradditoria, è una strategia che ci mette in contatto con le nostre emozioni e ci consente di elaborarle e quindi ci fa sentire meglio. (Adesso mi spiego perché quando sono triste tendo ad ascoltare Adele e Venditti!)

    L’emozione è di per sé temporanea. Quando si cristallizza e dura a lungo diventa uno stato d’animo e questo può portare all’insorgenza della depressione, una malattia che, come tale, deve essere curata da uno specialista.

    E tu ti dai il permesso di sperimentare la tristezza?

Ciao! Sono Mary, coach e anima in viaggio. Aiuto le persone che si sentono confuse e bloccate a fare chiarezza su ciò che è importante per loro e le supporto nello sviluppo della loro intelligenza emotiva per prendere delle decisioni più efficaci

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