Il vero coraggio è scegliere di guardarsi dentro

Quando racconto alle persone la mia storia, i 7 anni in giro per il mondo, i 4 trasferimenti all’arrembaggio, i cambi di carriera, solitamente il commento che  sento più spesso è: “Wow, che coraggio che hai!”.
Se da una parte queste parole mi lusingano  – e come dice Louise Hay “i complimenti sono doni di prosperità” quindi li accolgo volentieri – dall’altra fanno sottointendere che questa dote sia solo per pochi e che si riferisca a qualcosa di veramente eccezionale, ma così non è! Continua a leggere

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Come superare i momenti di crisi

A tutti noi capitano dei momenti di crisi e di difficoltà.
Un lavoro che non ci soddisfa più o che perdiamo, relazioni sentimentali che finiscono, rapporti di amicizia che si raffreddano, eventi improvvisi della vita che ci destabilizzano.  Se c’è una costante nella vita, questa è proprio il cambiamento; tanto naturale, quanto difficile da gestire a volte.
Quando la tempesta arriva,capita di sentirci confusi, impauriti, preoccupati. Cosa fare e come superare questi momenti di cirsi?

Non esistono ricette magiche, ma esistono opzioni. Vediamole insieme. Continua a leggere

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La parola più tossica che tu possa dire a te stessa

Oltre ai due concetti che hanno letteralmente cambiato la mia vita, di cui ho parlato qui e qui, c’è stata un’altra scoperta che considero molto preziosa e che voglio condividere con te. Realizzare che le parole hanno il potere di influenzare la nostra percezione della realtà e quindi  i nostri comportamenti, è stato sconvolgente.
Per tanti anni, ero stata la giudice più spietata con me stessa, sempre pronta a criticarmi e ad usare parole dure, come potevo aspettarmi di provare gioia e serenità? Come potevo sentirmi in pace se mi sentivo sempre in una corsa dove non arrivavo mai? Questa era la metafora che guidava la mia vita e che, di conseguenza, influenzava la mia percezione della realtà. Ti risuona?

Quando ho capito quanto potere hanno le parole, ecco che, piano piano, ho iniziato a cambiare atteggiamento e quindi ottenere risultati diversi in termini di emozioni provate e comportamenti messi in atto.
Le parole infatti formano i nostri pensieri ed è per questo che è veramente importante sceglierle con cura. Non sono mai gli eventi esterni a farci stare male, ma quello che ci diciamo a proposito di ciò che ci accade. Non possiamo avere il controllo sugli eventi della vita, ma possiamo sempre e dico sempre scegliere come rispondere ad essi e questo potere personale passa anche attraverso le parole. Continua a leggere

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Trasformare l’invidia in una forza positiva

Perché lei sì e io no? Cos’ha lei più di me? Perché non posso avere successo come lei? Perché lei ha la fortuna di viaggiare per il mondo e io sono inchiodata alla mia scrivania tutti i giorni? Perché lei ha un fidanzato e io mi ritrovo perennemente sola?

Potrei andare avanti all’infinito con queste domande depotenzianti e che celano un’emozione considerata negativa e che spesso si cristallizza e  si trasforma in uno stato d’animo: l’invidia.

Come tutte le emozioni, anche questa porta con sé un messaggio e indica di porre attenzione a qualche aspetto della nostra vita che non ci soddisfa pienamente. Ci segnala che ci sentiamo inferiori davanti a una situazione e proviamo un senso di ingiustizia per qualcosa (di materiale o immateriale) che non abbiamo. Attenzione a non confonderla con la gelosia, che invece indica la paura di perdere qualcosa  che ci appartiene. Continua a leggere

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Avere consapevolezza è una grande fregatura

“Secondo me la gente che non si fa troppe domande è più felice e serena”.

Queste sono state le parole di una mia amica qualche tempo fa, mentre parlavamo di situazioni che ci fanno soffrire.

Anche a me è capitato di pensarlo. Perché farsi tante paranoie mentali, avere consapevolezza, cercare di capire perché, per come, se poi i risultati non cambiano?

La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento positivo, ma un conto è avere consapevolezza a livello cognitivo, un altro è passare il concetto dalla mente ai muscoli. Continua a leggere

I due concetti che possono cambiare la tua vita – parte 2

Nel post precedente, ti ho raccontato di come vivere e lavorare in Cambogia a stretto contatto con i bambini mi abbia impartito una grande lezione: autostima e autoefficacia sono due concetti diversi!

In questo post, ti racconto quale è stato l’altro grande concetto di cui ignoravo l’esistenza e che ha cambiato la mia vita: la zona di potere, un concetto molto semplice che pochi conoscono, mannaggia! Continua a leggere

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I due concetti che possono cambiare la tua vita – parte 1

Crescere ed evolvere è un viaggio. Come ogni viaggio, è fatto di tante tappe.

Se dovessi dire quali sono state quelle più importanti per me, quelle che mi hanno donato grandi consapevolezze e che mi hanno cambiato la vita, non avrei dubbi: vi riporterei nel regno delle Meraviglie, la Cambogia. E’ lì che ho fatto le scoperte più  grandi.

All’epoca stavo cercando lavoro come insegnante di inglese e mai avrei pensato di insegnare ai bambini. Avevo in mente di fare lezione di Business English e mantenere la mia impostazione corporate & Milanese Imbruttita. Non sapevo che proprio i bambini mi avrebbero dato le lezioni più grandi. Loro, così diretti, senza filtri né peli sulla lingua, mi davano un feedback immediato su ciò che facevo e poco importava se avevo passato un pomeriggio a pensare a un gioco da fare in classe. Se non era divertente, mi dicevano “Teacher, it’s booooring”. Io m scoraggiavo molto e pensavo seriamente di non essere portata per l’insegnamento. Proprio in quella situazione c’era un grande dono. Continua a leggere

Casa-mettere-radici-viaggiare-posto nel mondo

Voglio andare a casa, ma la casa dov’è?

Parlando con altre viaggiatrici e viaggiatori, una delle domande che emerge più spesso è  : Ma tu, dove ti senti a casa? 

Bella domanda!


Per lungo tempo, sono stata ossessionata dal voler trovare il mio posto nel mondo. Non mi sentivo a casa veramente da nessuna parte e, in ogni luogo in cui ho vissuto e viaggiato, mi sono sempre sentita di passaggio.
Sapevo che, in fondo, non sarei rimasta più di un tot di tempo.  Non contenta di ciò, mi mettevo un sacco di pressione addosso per trovare questo benedetto luogo da chiamare casa, dove mettere radici, rimanendo poi puntualmente delusa e autosabotandomi in certi comportamenti.
In Turchia, ad esempio, ho imparato pochissimo turco in rapporto ai due anni e mezzo che ho passato lì, perché sostenuta dalla credenza limitante: “se imparo la lingua, mi fermo in questo posto.”
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48 ore di digital detox: cosa ho imparato

Stiamo così attenti a fare detox, a mangiare bio, vegano, naturale,ci preoccupiamo di fare del movimento, meditare, liberarci di tutte le tossine dannose per la nostra salute, ma spesso ci dimentichiamo di altre tossine, quelle che assorbiamo dai social.

Eh sì, perché forse non ce ne rendiamo conto, ma assorbiamo una quantità enorme di negatività  anche sul web!

Negli ultimi tempi, continuavo a ripetermi che mi sentivo stanca e avevo bisogno di staccare. Poi ho capito che stavo delegando all’esterno il potere delle mie azioni. Così, senza troppi piani, ho deciso di sperimentare un po’ di digital detox: per 48 ore niente smartphone, computer, kindle. Non solo niente internet, ma proprio niente tecnologia. Continua a leggere

Diritto alla tristezza-anime-in-viaggio

Diritto alla tristezza

“Le lacrime sono le parole che il cuore non riesce a esprimere”  (Gerard Way)

In una società e in un’epoca dove cerchiamo spasmodicamente la felicità, un’emozione che viene molto esaltata, la tristezza viene invece demonizzata.

Così come la felicità è un nostro diritto, anche la tristezza lo è.

E’ un nostro diritto sentirci giù se qualcosa non va come ci immaginavamo o come speravamo.

E’ un nostro diritto provare tristezza quando perdiamo una persona a noi cara o un oggetto a cui eravamo legati.
Ciò che per qualcuno è banale, per un’altra persona è molto importante. Non sta a noi giudicare se si tratta di una situazione per vui vale la pena essere tristi. La cosa peggiore che possiamo fare è dire “ma no dai, non essere triste per così poco!”. L’intenzione è positiva, ma di fatto stiamo invalidando l’emozione dell’altro che si sentirà inadeguato in quella situazione.
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