5 strategie di networking per introversi

5 strategie di networking per introversi

Se c’è una cosa che apprezzo da quando sono rientrata in Italia è la possibilità di andare a convegni e conferenze. Quanto mi mancavano! Anche ai tempi dell’università, quando mi sentivo una  formichina, cercavo di tenermi aggiornata e frequentavo convegni legati a quello che stavo studiando, il marketing. Mi ci sono voluti 7 anni all’estero per capire cosa mi interessasse veramente; ora che faccio base in Italia, ho l’opportunità di andare a conferenze su temi quali la crescita personale,l’educazione, l’innovazione, l’imprenditoria sociale, la leadership, l’intelligenza emotiva.

Vivo a 40 km da Milano e, recarmi in città significa passare più di un’ora sui mezzi (solo andata) oltre ai costi di trasporto. E’ un investimento  di tempo e denaro.
Quest’anno ho deciso di stabilire un obiettivo concreto per ogni convegno/conferenza/fiera a cui vado: tornare a casa avendo stabilito almeno un contatto, che sia di un relatore o di un partecipante. E che sarà mai, direte voi! Per un’introversa e timida come me, uscire dal guscio è una grande sfida.  Significa farsi coraggio, vincere l’imbarazzo, diventare rossa, fare finta di niente, andare a presentarsi a qualcuno, scambiare qualche parola e gli indirizzi email. Per anni, la parola networking mi provocava un grande disagio, ma come disse il mio primo capo “il networking è tutto nella vita”.

La maggior parte delle volte vado da sola ai convegni per cui non ho neanche una “spalla” a cui appoggiarmi. Come fare networking quando si è introversi?

Di seguito, 5 strategie sulla base delle mie letture e della mia esperienza. Sono curiosa di ascoltare i vostri consigli!

  1. Accetta questo lato del tuo carattere e apprezzane i doni

Essere introversi non è uno svantaggio, è solo una predisposizione, un lato del nostro temperamento. L’idea non è di cambiare questa nostra caratteristica, ma utilizzarla al meglio. Chi è introverso tende ad essere un buon ascoltatore  e questa è una capacità essenziale per costruire delle relazioni, tanto quanto dire parole che arricchiscono l’interlocutore.

Quando vedo un gruppo di persone che stanno parlando tra di loro, con delicatezza mi avvicino e ascolto. Cerco di cogliere il mood del gruppo e di notare chi è la persona più estroversa, osservando il tono della voce e l’ uso dei gestualità. Se l’argomento mi interessa e ho qualcosa di rilevante da dire, cerco di stabilire un contatto visivo con lei attraverso un sorriso, per esempio. Molte volte, è stata proprio quella persona a coinvolgermi nella conversazione.

  1. Individua un altro introverso

Una strategia che può rivelarsi vincente è  individuare al buffet o in sala un’altra persona introversa. Te ne accorgi perché è esattamente come te: in disparte, osserva quello che succede e tende ad abbassare lo sguardo concentrandosi su quello che sta mangiando o leggendo dei materiali dell’evento e…aspetta solo che qualcuno rompa il ghiaccio!

L’anno scorso, a una conferenza di più giorni sull’intelligenza emotiva a Porto, dovevo affrontare il temibile momento del coffee break. Prendevo il mio tè, i miei biscotti e poi arrivava quel momento di imbarazzo in cui ero da sola e mi sentivo un po’ esclusa. In un angolo, in fondo, ho notato una donna seduta a un tavolino che stava prendendo un caffè. Mi sono avvicinata, le ho chiesto se potevo sedermi e abbiamo iniziato a conversare. Era un’insegnante di inglese anche lei e ne è nata una bellissima amicizia, tanto che poi mi ha presentato altre persone presenti al convegno, siamo andate a un concerto di Fado e poi a cena insieme. Quante occasioni ci perdiamo se ci rifugiamo nel nostro guscio?

  1. Preparati

Prima di avvicinarmi a una persona, cerco di preparare mentalmente la frase che voglio dire, almeno quella per rompere il ghiaccio. Questo mi dà un senso di sicurezza e allenta la tensione. Se si tratta di una relatrice, individuo almeno un aspetto del suo intervento che ho apprezzato ed esordisco con quello.Con  i complimenti sinceri, è più facile creare  un clima disteso e favorire l’interazione.

  1. Cura la tua presentazione

OK, ti sei decisa/o ad andare a parlare a quella persona e hai preparato la frase per esordire. Assicurati di riuscire a spiegare in modo semplice e conciso quello di cui ti occupi.
Trovo sia più efficace concentrarmi su quello che faccio, anziché su quello che sono. Invece di dire, sono una life coach e assessor in intelligenza emotiva che fa tanta scena, ma in pochi potrebbero comprendere, preferisco dire che mi occupo di crescita personale, coaching e intelligenza emotiva e poi vado nel dettaglio.

  1. Allenamento, allenamento, allenamento

Quando vivevo all’estero, ero solita andare agli eventi di Internations, delle occasioni di networking per espatriati dove si potevano conoscere persone da tutto il mondo.  Era sempre il solito schema: Ciao, come ti chiami? Di dove sei? Di cosa ti occupi?

Se sono migliorata nelle mie capacità di networking, lo devo a tutto l’allenamento che ho fatto andando a questi eventi. Puoi leggere tutti i libri del mondo, ma la pratica è ciò che fa la differenza.
Se andare ad eventi del tuo settore per fare networking ti mette pressione, prova a frequentare un ambiente diverso. Se proprio dovessi fare una brutta figura (tipo?), saranno persone che difficilmente rivedrai.

 

Quali altri consigli vorresti aggiungere? Come ti comporti quando vai ad eventi di networking?

Ciao! Sono Mary, coach e anima in viaggio. Aiuto le persone che si sentono confuse e bloccate a fare chiarezza su ciò che è importante per loro e le supporto nello sviluppo della loro intelligenza emotiva per prendere delle decisioni più efficaci

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